Domenica, Settembre 24, 2017

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Ricostruzione e Rievocazione
Vita da campo
Sperimentazione
Artigianato

Anno Domini 568 - seconda edizione

Un bilancio tra margini di miglioramento ed hangover


Come si suol dire in questi casi è giunto il momento di una piccola analisi “a biglie ferme”, peccato che le biglie non siano così d’accordo. La seconda edizioni di Anno Domini 568 ci ha visto al lavoro praticamente dal termine della precedente e non ha ancora esaurito i suoi strascichi organizzativi ed umani, ma meglio non aspettare troppo, non lasciare che la memoria esasperi o edulcori i fatti, come è suo costume.
Come un bambino alla mensa dell’asilo lasciamo per ultimi gli spinaci e partiamo con la pasta al ragù: punti di forza!
Raccogliendo le impressioni tanto dei visitatori, quanto dei relatori e dei rievocatori, ci pare di poter dire che la “macchina” organizzativa abbia corso bene, il convegno ha avuto una buona affluenza, il campo storico lo stesso, il pubblico si è dimostrato soddisfatto sia dell’accoglienza che del colpo d’occhio e spesso molto curioso (sappiamo tutti come questo non sia proprio scontato in Italia).

 

 Entrando più nello specifico le giornate di studio, ospitate quest’anno nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Cividale, hanno visto il susseguirsi di relatori quali : Marco Valenti, Vasco la Salvia, Caterina Giostra, Annalisa Giovannini, Anna Borzacconi e Fabio Pagano. Quest’ultimo, nella sua duplice veste di padrone di casa in quanto direttore del MAN e di coordinatore scientifico dell’evento è riuscito a delineare un filo rosso che legasse tali illustri relatori sotto il tema :” Dalla traccia al simbolo. Percorsi semantici e archeologia nella ricerca sull’Italia longobarda“. Sensibile al tema della rievocazione ha scelto anche di concludere entrambe le mattinate con due interventi al tema, il primo solamente introduttivo ,per un pubblico che spesso in Italia fatica a coniugare rievocazione e divulgazione , ad opera della nostra Associazione, il secondo molto più specialistico e ricco di suggestioni ad opera di Arne Focke. Anche quest’anno, terminato il lavoro di post produzione, potrete seguire gli interventi sul canale youtube dedicato.

Fabio Pagano


Il campo storico, popolato da una 70antina di reenactors da mezza europa aveva il colpo d’occhio necessario ad incuriosire anche il pubblico passato per caso e si trovava diviso tra un primo gradone occupato dai gruppi italiani e quindi prettamente Longobardi (La Fara, Fortebraccio Veregrense, Presenze Longobarde, Helvargar e Bandum Frae) ed un secondo dove trovavano spazio gli amici stranieri, questi ultimi sicuramente il fiore all’occhiello di quest’edizione. I Csodaszarvas Népe Hagyományorzo Egyesület, entusiasti ragazzi ungheresi che ci hanno fornito un assaggio di un accampamento Avaro con le loro splendide Jurte, accanto a loro i Europa zur Merowingerzeit, gruppo tedesco che si occupa della ricostruzione del periodo merovingio con particolare attenzione alla didattica ed infine i Nors Farandi, famiglia rievocativa dedita all’artigianato del vetro e della tintura, affiancati da amici come Sabine, realizzatrice di ottime riproduzioni ceramiche.
L’accoglienza del pubblico era in mano alla taverna, gestita da alcuni membri dell’associazione e da alcune amiche volontarie, mentre i rifornimenti arrivavano direttamente da l’Osteria alle Terrazze, realtà Cividalese D.O.C. e certezza di qualità.
Nella pre-produzione dell’evento si è poi confermata fondamentale risorsa Perceval Archeostoria con la sua attività pubblicistica e divulgatrice.

 

Arriviamo così agli spinaci
Le giornate di studio, di per sé prive di criticità richiederebbero per una futura edizione una nuova modalità di presa sul pubblico locale, che spesso evita i consueti canali di comunicazioni in cui eventi del genere vengono pubblicati, ma questo vale anche per il campo storico. Il pubblico proveniente da fuori Cividale era decisamente più consapevole di quanto stesse succedendo rispetto al quello locale.Il campo storico conserva larghi margini di miglioramento sia nella fruizione generale che nel momenti topici come il rito funebre (dove ad esempio un sistema di amplificazione per supportare il momento di approfondimento a fine ricostruzione, potrebbe rivelarsi vincente).La taverna, gestita in maniera ineccepibile dai ragazzi impegnati, resta un campo in cui la nostra scarsa esperienza ci permette di vedere considerevoli variabile per il futuro, anche con il supporto di disponibilissimi professionisti del settore.

Il lato umano, come sempre quello più importante , ha dimostrato due cose: da un lato che il gruppo di lavoro  coeso e costruito prima di tutto sulla condivisione di una visione, rafforzata nei momenti di sereno convivio, può solo che uscire cementato da sforzi simili; mentre dall'altro ha sottolineato come quanti, pur pieni di buona volontà ed impegno, ma orbitanti su un piano affettivo troppo lontano dal cuore del gruppo, abbiano finito sotto il peso della tensione per cedere alla forza centrifuga. Impiegheremo più energie per far sentire i pochi che ,ostinatamente perseverino nel mostrarsi compatibili alla nostra natura urside, più vicini, condividendo tanto il sudore quanto il ristoro in questa strana famiglia disfunzionale che è La Fara; tutti gli altri che seguano liberamente le trame del loro Wyrd (e grazie per tutto il pesce).